Tra Amleto e Wallander

Non ne voglio tessere le lodi, ma ammetto di essere rimasto piacevolmente stupefatto, a tratti rapito dalla trasposizione cinematografica di Amleto realizzata da Zeffirelli: l’ambientazione gotica mi ha impressionato e messo in testa la voglia di raggiungere Helsingør e visitare il castello in cui Shakespeare ha ambientato il suo dramma più celebre.

Che dire, devo ringraziare Google, perché in realtà il film è stato girato da tutt’altra parte, principalmente in Scozia, non tra le mura di questo palazzo tardo rinascimentale.

Ciò nonostante, passata l’iniziale delusione, sono sopraggiunte due rapide riflessioni: ho parenti a Copenaghen, il ché rappresenta un comodo appoggio; per arrivare a Ystad dobbiamo comunque passare da lì.

Ystad.

Ecco, questa ambientazione l’ho vista in fotografia e in video esattamente come è: qui non ci sono fregature 🙂

A Ystad, in Scania, secondo la penna di Henning Mankell, vive Kurt Wallander.

L’ispettore Kurt Wallander, uomo pensieroso e complesso che ho conosciuto per caso, grazie a un trafiletto nelle pagine di cultura di un qualche quotidiano.

Da quelle righe la voglia di conoscerlo attraverso la lettura delle sue inchieste, divorate una dopo l’altra, fino a piangere nel vedere la sua parabola discendente e i paralleli che inevitabilmente ho tracciato per toccare la mia parabola e quella delle persone che ho accanto.

Wallander.

Quindi eccoci qui, tra Amleto e Wallander.

Google Maps mi sta un po’ meno simpatico in quest’ultima versione: non si possono mettere più di dieci tappe e incorporando la cartina in una pagina web si perdono le preferenze di percorso… insomma, al momento è inutilizzabile per i miei scopi, pertanto mi limito ad elencare le città da cui vorrei passare.

A voi non resta che accontentarvi.

Zurigo – Ulm – Francoforte – Amburgo – Helsingør – Copenaghen – Ystad – Berlino – Lipsia – Norimberga – Innsbruck – Verona

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Meteora

Quasi una decina di anni fa un collega olandese mi parlò per la prima volta dei monasteri di Meteora, in Grecia.

Subito a me ed Anna venne voglia di visitare questi luoghi tanto evocativi, ma una moltitudine di cose si è sempre frapposta tra noi e loro: inutile dire che l’arrivo (ci auguriamo quanto mai prossimo) del Defender ci ha fatto rispolverare questo progetto.

Andata attraverso l’ex Jugoslavia, ritorno attraverso l’Italia, tappe distanti circa quattro o cinque ore una dall’altra, rigorosamente senza autostrade…

Al momento abbiamo individuato 14 tappe, il che vuol dire avere a disposizione almeno un mese: staremo a vedere!