Di nuovo in sella

Devo ancora mettere mano alla tiranteria dello sterzo (sostituzione barra di sterzo e di accoppiamento, piegata tempo fa, originali, con le rinforzate Britpart, e, già che ci sono, nuovo ammortizzatore di sterzo Orap e revisione della testina del pit-arm) e montare i sottoporta (il modello con treeslider di Raptor).

Dovrei anche mettermi seriamente a lavorare all’arredamento del baule ora che finalmente, con le maniere forti, il meccanico ha liberato i fori dalle maledette viti in inox (purtroppo distruggendo anche gli inserti filettati, ma non c’erano alternative).

Però in questi giorni in cui finalmente Airone è ritornata a casa c’è una sola cosa che sto cercando di fare il più possibile: guidarla.

Già martedì sera, poche ore dopo averla riavuta dalle sapienti mani dei Noposer, siamo andati a fare un giretto verso il Po, negli spiaggioni tra Sommo, Mezzana Rabattone e Zinasco Nuovo.

Poi venerdì sera un po’ di sabbia sotto il ponte di Bressana, più per mettere in crisi il mio piede che la macchina e fare un piccolo, necessario bagno di umiltà.

Poi ancora oggi un giro più esteso sulla sponda del Po tra Mezzana Rabattone e Zinasco Nuovo, dove Airone è stata davvero sollecitata.

Bella, bella, bella.

Felice del nuovo assetto e sorpreso dall’affidabilità e dalla sicurezza apportate dalla trasmissione rivista e rinforzata.

Non vedo l’ora di guidarla di nuovo.

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Distacco forzato.

Airone non è con noi dal 15 luglio e mi manca ogni giorno di più: è un’affermazione che va dall’infantile all’idiota, ma è un dato di fatto.

Nel lasso di tempo intercorso tra l’ultimo post e queste parole sono successe molte cose.

L’uscita in Liguria è stata un’esperienza meravigliosa: dal lato umano conoscere i ragazzi del forum è stato uno spasso e un interessante momento di confronto con persone a volte molto distanti dal mio modo di essere; dal punto di vista paesaggistico ho scoperto posti di notevole bellezza che, probabilmente, mai avrei pensato di trovare in Liguria a causa della loro diversità dall’immagine stereotipata di questa regione; ho iniziato a capire le potenzialità di Airone e superato ostacoli che mai avrei pensato di riuscire ad affrontare, non tanto per i limiti di una macchina (per il momento) di serie, quanto per la mia inesperienza e, soprattutto, per la mia paura. Ricorderò per sempre il momento in cui, al terzo tentativo, sono finalmente riuscito a salire in cima a una rampa di sabbia tanto ripida che avrei avuto paura ad affrontarla a piedi. Ricorderò per sempre la pacca sulla spalla di Maurizio, seduto al mio fanco, e la pacca sul wing da parte dei ragazzi che, da fuori, mi avevano guidato per riuscire nell’impresa. Terrorizzato, ma felice, con in testa un pensiero netto, semplice: ne voglio ancora.

io e Airone
io e Airone

Importante anche l’apporto e l’appoggio degli amici del 4x4Pavia: senza di loro le prime semplici, ma sostanziali modifiche ad Airone mi sarebbero state davvero difficili, per non dire impossibili. Con loro ho tolto di mezzo il bullbar e riposizionato i fari ausiliari sul paraurti, ho messo i ganci girevoli davanti (mossa rivelatasi più che preziosa), tolto paraspruzzi e predellino posteriore. Grazie a un tarlo messo in testa da loro ho tolto anche le pedane laterali, poche ore prima di partire per la Liguria: ripensando al percorso posso solo ringraziarli, sa Dio quante volte sarei rimasto appeso durante il tragitto! Con loro purtroppo per il momento ho girato davvero poco: tutto si riduce a un percorso davvero facile in Oltrepò, di cui ho apprezzato di più la componente sociale e il divertente (questo sì) giro nel circuito realizzato a Castana: fare il tracciato con un 110 in una pista pensata per i Suzuki Santana è una sfida appassionante, ve lo posso garantire.

in partenza al raduno oltrepadano
in partenza al raduno oltrepadano

E poi c’è stata la Ruspadina sul Po, organizzata dall’amico deadlander Artax e dal Diesel Power Club di Rovigo: una due giorni tra ramaglie, fango e acqua. Il primo giro nel percorso è stato eccezionale, con Artax che mi faceva da navigatore e Borro e Marchiddu (altri amici deadlanders) che ci seguivano.

Il secondo giro, in notturna, è invece durato molto poco: durante la manovra per affrontare il ponte di tronchi all’inizio del percorso siamo scivolati e rimasti con una ruota sospesa; di per sé niente di terribile, ma mentre aspettavo che un’altro facesse manovra per recuperarmi con il verricello ho provato a liberarmi da solo, con il risultato di aver rotto differenziale e, conseguentemente, coppia conica anteriori. Probabilmente il differenziale (il 2 pins rover, noto per la sua fragilità) era arrivato alla fine dei suoi giorni, perché la mia manovra avrebbe dovuto piuttosto sollecitare i giunti.

i castori camuni mangiano alberi cardanici (cit.)
i castori camuni mangiano alberi cardanici (cit.)

Tra rumori orripilanti dall’avantreno siamo riusciti a portare Airone al campo, dove con l’aiuto di tutti è stato tolto l’albero di trasmissione anteriore e una delle flange per permetterci di tornare a casa. Durante il viaggio di rientro ho tolto anche l’altra flangia per stare più tranquillo, tappando ogni cosa con nastro americano: in due giorni ho usato ogni utensile e accessorio acquistato in questi due mesi e mezzo.

Il martedì successivo alla Ruspadina, il 15 luglio, ho portato Airone da Villani a Parma, il meccanico che l’aveva in deposito: meccanici in grado di sostituire il differenziale e la coppia conica qui a Pavia non ce ne sono e, sebbene i bravissimi NoPoser siano nella vicina Abbiategrasso, per una serie di motivi ho preferito portare la macchina un po’ più lontano. Confermata la rottura di tutto il contenuto della “pera” anteriore, sono in attesa che vengano montati il nuovo differenziale torsen Ashcroft ATB e la coppia conica super rinforzata Ashcroft, pezzi che, a differenza del 2 pins, dovrebbero essere indistruttibili. Luca ha suggerito di cambiare anche semiassi e giunti, tanto più che la differenza sul costo della manodopera sarebbe davvero poca visto che il ponte è già aperto, ma già così il costo dell’operazione è tanto alto da averci portato a disdire le vacanze. Per di più molti fidati deadlanders mi hanno più volte detto che non è necessario visto il tipo di differenziale che ho deciso di montare: se si romperà qualcosa più avanti ci penseremo, per altro la sostituzione di quelle parti è qualcosa che, con l’aiuto degli amici fin qui conosciuti, posso pensare di fare da me.

Intanto stilo una lista degli accessori e degli utensili fin qui comperati, oltre che di quelli che devo ancora comperare, al fine di tenere sott’occhio gli investimenti fatti e definire una sorta di agenda: un modo come un altro per passare il tempo prima che Airone torni a casa. Mi sono ripromesso anche di ripulire, fotografare e mettere in vendita tutti gli accessori che ho smontato e che non verranno più rimontati, al fine di liberare il box e recuperare qualche euro da investire in gasolio o nelle nuove modifiche.

Lo so, è infantile, a tratti idiota, ma quella macchina mi manca, tanto.

Airone

Eccoci qua.
Dopo settimane di sconforto nella lotta impari contro la burocrazia (fate attenzione quando chiedete un preventivo su un prestito, molta attenzione), dopo aver firmato un buon numero di scartoffie e speso un discreto quantitativo di soldi in vari, inevitabili balzelli, eccoci qua.
Airone è parcheggiata sotto casa.
Il viaggio per portarla qui è stata la prima avventura vissuta insieme: niente autostrada, seguo la statale fino a Piacenza e poi da lì la ss45 per Genova, passando per Bobbio e lì devio per il Passo del Penice, Varzi, Rivanazzano e via ad attraversare il Ticino ed arrivare a casa.
Il tempo di far uscire i cani, carico i cerchi nuovi nel baule e via di nuovo dal gommista per il necessario, immediato, cambio gomme.
E continuo a pensare che è bellissima.
E continuo a pensare che voglio guidarla ancora, il prima possibile.