Di nuovo in sella

Devo ancora mettere mano alla tiranteria dello sterzo (sostituzione barra di sterzo e di accoppiamento, piegata tempo fa, originali, con le rinforzate Britpart, e, già che ci sono, nuovo ammortizzatore di sterzo Orap e revisione della testina del pit-arm) e montare i sottoporta (il modello con treeslider di Raptor).

Dovrei anche mettermi seriamente a lavorare all’arredamento del baule ora che finalmente, con le maniere forti, il meccanico ha liberato i fori dalle maledette viti in inox (purtroppo distruggendo anche gli inserti filettati, ma non c’erano alternative).

Però in questi giorni in cui finalmente Airone è ritornata a casa c’è una sola cosa che sto cercando di fare il più possibile: guidarla.

Già martedì sera, poche ore dopo averla riavuta dalle sapienti mani dei Noposer, siamo andati a fare un giretto verso il Po, negli spiaggioni tra Sommo, Mezzana Rabattone e Zinasco Nuovo.

Poi venerdì sera un po’ di sabbia sotto il ponte di Bressana, più per mettere in crisi il mio piede che la macchina e fare un piccolo, necessario bagno di umiltà.

Poi ancora oggi un giro più esteso sulla sponda del Po tra Mezzana Rabattone e Zinasco Nuovo, dove Airone è stata davvero sollecitata.

Bella, bella, bella.

Felice del nuovo assetto e sorpreso dall’affidabilità e dalla sicurezza apportate dalla trasmissione rivista e rinforzata.

Non vedo l’ora di guidarla di nuovo.

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I lavori procedono

I lavori sulla frizione procedono un poco a rilento a causa di alcuni imprevisti sorti nel corso delle operazioni di disassemblaggio del cambio. Ciò nonostante il tutto procede e mano a mano che i pezzi vengono sostituiti il meccanico “certifica” la bontà della scelta tanto dei prodotti rinforzati, quanto la sostituzione dei pezzi collaterali, che normalmente non viene fatta, ma che ho preferito includere.

Diciamolo: la trasmissione dei Defender motorizzati Ford Puma è male assemblata e presenta più di un tallone di Achille. Quando, alla fine della prossima settimana, verrà sostituito anche il differenziale posteriore con il torsen Ashcroft ATB sarò decisamente più tranquillo.

Nel frattempo, sempre con l’aiuto del meccanico, sono stati sostituiti i tubi dei freni con quelli di tipo aeronautico di maggiore lunghezza: lo scopo è evitare di strapparli a causa del pur lieve rialzo applicato all’assetto e migliorare, almeno un po’, la precisione della frenata.

Altro lavoro di non poco conto, e fonte di mostruose bestemmie, è stato togliere le viti inox che il precedente proprietario di Airone ha usato per chiudere i sei fori filettati del portellone posteriore, quelli a cui viene attaccato il porta ruota di scorta originale. Purtroppo non è stato possibile preservare gli inserti filettati e per poter montare il cuneo portaruota dovrò rinforzare il pannello esternamente con una lastra di alluminio mandorlato, opportunamente dimensionata e forata, e internamente con due lamierini per garantire la tenuta dei bulloni.

Mai, lo sottolineo, mai impiegare a contatto tra loro acciaio inox e zincato: ne ricavate un grado di ossidazione impressionante e la totale impossibilità di togliere la vite senza rovinare in modo irreparabile la filettatura in cui è inserita.

Una piastra a L rovesciata con un tampone in teflon, fissata al cross member, garantirà che la ruota sul portellone non scardini il portellone stesso a causa delle sollecitazioni legate all’uso in fuoristrada.

Questo passaggio mi  è essenziale per liberare finalmente il baule dall’ingombrante ruota di scorta e lasciare più spazio a Fermin e Susie, oltre che a un serbatorio da circa 80 litri per l’acqua e due nuovi gavoni in compensato a cui sto iniziando a lavorare.

Mi sbaglierò, ma la sistemazione del baule sarà una cosa lunga e laboriosa… spero di riuscire a fare qualcosa di decente entro la partenza per Spalato, il prossimo 8 agosto.

Modifica più, modifica meno

Sono mesi che, per un motivo o per un altro, Airone è un cantiere con le ruote.

Un elenco:

  • Montata tenda da tetto Columbus small di Autohome su tre barre portatutto di Raptor (c’è anche il tendalino Fiamma F35, montato solo per i viaggi)
  • Cambiati ammortizzatori originali con degli Orap a gas regolabili in estensione di lunghezza standard
  • Sostituite torrette degli ammortizzatori anteriori con le ribassate rinforzate di Raptor
  • Sostituiti attacchi posteriori con attacchi ribassati e rinforzati di Payustech
  • Cambiate molle anteriori con le posteriori del 90 HD della Britpart
  • Cambiate molle posteriori con molle da trial +5 filo 20 di Raptor
  • Montati coni guidamolla in polimero, anteriori e posteriori, di Corsetti
  • Sostituito albero di trasmissione anteriore con doppio giunto di Italgiunti
  • Sostituito albero di trasmissione posteriore (demolito a causa di una crociera grippata) con rinforzato “grandangolo” di Italgiunti
  • Montati paradifferenziali a slitta anteriore e posteriore di Corsetti

Al momento la macchina è dal meccanico per un lavoro radicale sulla frizione, necessario a causa del precedente impiego di Airone nel campo del traino pesante, in quanto verranno cambiati:

  • Pompa master (originale)
  • Pompa slave (originale nuova generazione)
  • Frizione (Sachs per Transit 4×4, uso gravoso)
  • Albero di trasmissione tra cambio e riduttore, inclusi flangia e paraoli (originali)

A metà giugno poi Airone sarà affidata alle mani dei No Poser per sostituire il differenziale posteriore (Wolf 4 pin originale) con un torsen Ashcroft ATB, gemello di quello montato all’anteriore due anni fa dopo la frullatona alla Ruspadina sul Po.

E infine le cose ancora da montare:

  • Tubi freno aeronautici per assetto +5 di Tecnofluid
  • Barra di sterzo e barra di accoppiamento rinforzate con testine ingrassabili di Britpart
  • Barre sottoporta con treeslider di Raptor

Sto lavorando anche all’arredamento del baule: sul passaruota sinistro ho montato un gavone in alluminio, mentre per il passaruota destro sto provando a farlo da me in compensato. Ultimo difficile passo sarà ripristinare il portaruota sul portellone, così da liberare il baule e lasciare più spazio per Fermin e Susie.

Una volta che più o meno tutto questo sarà sistemato dovrò pensare a frigorifero da viaggio e compressore, ai quali devo trovare una sistemazione fissa, solida, con un adeguato impianto elettrico.

La verità?

Lavorare alla macchina è bello, in particolare sono fiero del lavoro che sono riuscito a fare sull’assetto.

Ma io non vedo l’ora di salire su Airone, girare la chiave e partire.

Eccoci qua

Sono passati quasi due anni dall’ultimo post e nel frattempo sono successe molte cose.

Non mi voglio dilungare in spiegazioni e racconti, voglio solo dire che vivo con maggiore serenità e spero che tanto vi possa bastare.

Airone è sempre con me, a volte con qualche acciacco, a volte fermo per forza di cose, a volte sui ceppi grondante olio mentre io smadonno da sotto il telaio, sdraiato sulla ghiaia del cortile dove lo tengo parcheggiato.

Ma non lo mollo: mi ha tirato fuori dal fango della mia vita e io gli devo molto.

Di sicuro riconoscenza e rispetto.

Certo, va detto che la mole di lavori e i relativi costi ad essa correlati, a volte fa pensare, ma cerco di essere caparbio come non mai e sistemare tutto quanto necessita di essere rivisto.

Chissà, magari scriverò un elenco di tutto quello che ho tolto, di tutto quello che ho sostituito, di tutto quello cho messo.

Per ora penso solo che vorrei viaggiare un po’, sia una “rumata” notturna clandestina in golena di Po o nei boschi del varesotto, sia un viaggio verso l’Oriente.

Chi lo sa.

A presto.

Distacco forzato.

Airone non è con noi dal 15 luglio e mi manca ogni giorno di più: è un’affermazione che va dall’infantile all’idiota, ma è un dato di fatto.

Nel lasso di tempo intercorso tra l’ultimo post e queste parole sono successe molte cose.

L’uscita in Liguria è stata un’esperienza meravigliosa: dal lato umano conoscere i ragazzi del forum è stato uno spasso e un interessante momento di confronto con persone a volte molto distanti dal mio modo di essere; dal punto di vista paesaggistico ho scoperto posti di notevole bellezza che, probabilmente, mai avrei pensato di trovare in Liguria a causa della loro diversità dall’immagine stereotipata di questa regione; ho iniziato a capire le potenzialità di Airone e superato ostacoli che mai avrei pensato di riuscire ad affrontare, non tanto per i limiti di una macchina (per il momento) di serie, quanto per la mia inesperienza e, soprattutto, per la mia paura. Ricorderò per sempre il momento in cui, al terzo tentativo, sono finalmente riuscito a salire in cima a una rampa di sabbia tanto ripida che avrei avuto paura ad affrontarla a piedi. Ricorderò per sempre la pacca sulla spalla di Maurizio, seduto al mio fanco, e la pacca sul wing da parte dei ragazzi che, da fuori, mi avevano guidato per riuscire nell’impresa. Terrorizzato, ma felice, con in testa un pensiero netto, semplice: ne voglio ancora.

io e Airone
io e Airone

Importante anche l’apporto e l’appoggio degli amici del 4x4Pavia: senza di loro le prime semplici, ma sostanziali modifiche ad Airone mi sarebbero state davvero difficili, per non dire impossibili. Con loro ho tolto di mezzo il bullbar e riposizionato i fari ausiliari sul paraurti, ho messo i ganci girevoli davanti (mossa rivelatasi più che preziosa), tolto paraspruzzi e predellino posteriore. Grazie a un tarlo messo in testa da loro ho tolto anche le pedane laterali, poche ore prima di partire per la Liguria: ripensando al percorso posso solo ringraziarli, sa Dio quante volte sarei rimasto appeso durante il tragitto! Con loro purtroppo per il momento ho girato davvero poco: tutto si riduce a un percorso davvero facile in Oltrepò, di cui ho apprezzato di più la componente sociale e il divertente (questo sì) giro nel circuito realizzato a Castana: fare il tracciato con un 110 in una pista pensata per i Suzuki Santana è una sfida appassionante, ve lo posso garantire.

in partenza al raduno oltrepadano
in partenza al raduno oltrepadano

E poi c’è stata la Ruspadina sul Po, organizzata dall’amico deadlander Artax e dal Diesel Power Club di Rovigo: una due giorni tra ramaglie, fango e acqua. Il primo giro nel percorso è stato eccezionale, con Artax che mi faceva da navigatore e Borro e Marchiddu (altri amici deadlanders) che ci seguivano.

Il secondo giro, in notturna, è invece durato molto poco: durante la manovra per affrontare il ponte di tronchi all’inizio del percorso siamo scivolati e rimasti con una ruota sospesa; di per sé niente di terribile, ma mentre aspettavo che un’altro facesse manovra per recuperarmi con il verricello ho provato a liberarmi da solo, con il risultato di aver rotto differenziale e, conseguentemente, coppia conica anteriori. Probabilmente il differenziale (il 2 pins rover, noto per la sua fragilità) era arrivato alla fine dei suoi giorni, perché la mia manovra avrebbe dovuto piuttosto sollecitare i giunti.

i castori camuni mangiano alberi cardanici (cit.)
i castori camuni mangiano alberi cardanici (cit.)

Tra rumori orripilanti dall’avantreno siamo riusciti a portare Airone al campo, dove con l’aiuto di tutti è stato tolto l’albero di trasmissione anteriore e una delle flange per permetterci di tornare a casa. Durante il viaggio di rientro ho tolto anche l’altra flangia per stare più tranquillo, tappando ogni cosa con nastro americano: in due giorni ho usato ogni utensile e accessorio acquistato in questi due mesi e mezzo.

Il martedì successivo alla Ruspadina, il 15 luglio, ho portato Airone da Villani a Parma, il meccanico che l’aveva in deposito: meccanici in grado di sostituire il differenziale e la coppia conica qui a Pavia non ce ne sono e, sebbene i bravissimi NoPoser siano nella vicina Abbiategrasso, per una serie di motivi ho preferito portare la macchina un po’ più lontano. Confermata la rottura di tutto il contenuto della “pera” anteriore, sono in attesa che vengano montati il nuovo differenziale torsen Ashcroft ATB e la coppia conica super rinforzata Ashcroft, pezzi che, a differenza del 2 pins, dovrebbero essere indistruttibili. Luca ha suggerito di cambiare anche semiassi e giunti, tanto più che la differenza sul costo della manodopera sarebbe davvero poca visto che il ponte è già aperto, ma già così il costo dell’operazione è tanto alto da averci portato a disdire le vacanze. Per di più molti fidati deadlanders mi hanno più volte detto che non è necessario visto il tipo di differenziale che ho deciso di montare: se si romperà qualcosa più avanti ci penseremo, per altro la sostituzione di quelle parti è qualcosa che, con l’aiuto degli amici fin qui conosciuti, posso pensare di fare da me.

Intanto stilo una lista degli accessori e degli utensili fin qui comperati, oltre che di quelli che devo ancora comperare, al fine di tenere sott’occhio gli investimenti fatti e definire una sorta di agenda: un modo come un altro per passare il tempo prima che Airone torni a casa. Mi sono ripromesso anche di ripulire, fotografare e mettere in vendita tutti gli accessori che ho smontato e che non verranno più rimontati, al fine di liberare il box e recuperare qualche euro da investire in gasolio o nelle nuove modifiche.

Lo so, è infantile, a tratti idiota, ma quella macchina mi manca, tanto.

Sessioni di allenamento, lista della spesa e ipotesi di equipaggiamento

In questi giorni ogni scusa è buona per guidare Airone: la spesa, due passi in centro, qualunque piccola commissione rappresentano un’occasione per aumentare la confidenza con comandi e dimensioni.
Un paio di giorni fa ho versato l’anticipo per i due trasportini, la cui necessità è apparsa evidente nei primi giri con i cani: il baule è davvero enorme e ad ogni curva o buca i due nasoni sobbalzano, si scontrano, svolazzano e si lamentano, anche se sembrano particolarmente felici ogni volta che li facciamo salire in quella che a loro deve sembrare una reggia.
Oltre ai trasportini andrà completata l’attrezzatura da campeggio con il tavolo e le sedie pieghevoli e alcune altre cose.
E poi c’è l’attrezzatura di sicurezza per il fuoristrada: strop, grilli, guanti, ganci, roncola, binda e forza d’animo… oltre che un gavone dove mettere tutto, o un borsone, forse più pratico.
A metà giugno mi troverò con gli altri utenti del forum a cui devo una serie impressionante di preziosi consigli (mai sentito parlare dei Deadlanders?) per un giro fuoristrada lungo tutto un weekend nell’entroterra ligure: dire che non vedo l’ora, ancorché timoroso, non rende l’idea 😀
Vi tedierò, non temete 😉

Airone

Eccoci qua.
Dopo settimane di sconforto nella lotta impari contro la burocrazia (fate attenzione quando chiedete un preventivo su un prestito, molta attenzione), dopo aver firmato un buon numero di scartoffie e speso un discreto quantitativo di soldi in vari, inevitabili balzelli, eccoci qua.
Airone è parcheggiata sotto casa.
Il viaggio per portarla qui è stata la prima avventura vissuta insieme: niente autostrada, seguo la statale fino a Piacenza e poi da lì la ss45 per Genova, passando per Bobbio e lì devio per il Passo del Penice, Varzi, Rivanazzano e via ad attraversare il Ticino ed arrivare a casa.
Il tempo di far uscire i cani, carico i cerchi nuovi nel baule e via di nuovo dal gommista per il necessario, immediato, cambio gomme.
E continuo a pensare che è bellissima.
E continuo a pensare che voglio guidarla ancora, il prima possibile.

Ebbene sì, bianca con i codolini neri!

Si dice “non dire gatto se non l’hai nel sacco”, ma ormai è fatta: entro una decina di giorni, salvo ulteriori ma improbabili imprevisti, entreremo in possesso di Airone, il nostro Defender 110, il nostro passo lungo.

aironefiancata

Oggi pomeriggio siamo stati dall’attuale proprietario per recuperare la marea di accessori, parti e pezzi di ricambio che ci vengono dati insieme alla macchina.

accessori

Ho riempito la nostra station wagon all’inverosimile e domattina conto di svegliarmi presto per sistemare tutto in garage e cominciare a trasformarlo in una sorta di piccola officina. E dire che in quattro anni che abitiamo qua non ho mai avuto voglia di sistemarlo 😀

ownerintomechanics

Fremo, a dir poco.

E se invece fosse davvero bianca e con i codolini neri?

Purtroppo sabato a Pomezia non ci siamo stati: l’auto è andata a un miglior offerente e il venditore, onesto, ha preferito informarci e chiudere la trattativa invece che lasciarci scannare in un’asta al rialzo.
Onore al merito!
La ricerca è continuata nei giorni scorsi, senza dare risultati entusiasmanti e facendoci conoscere un simpatico universo di faccendieri e trafficoni… ammetto che mi stavo facendo prendere dallo sconforto, quando, quasi per caso, sono incappato in una segnalazione su uno dei forum a cui mi sono iscritto.
Chiedo informazioni e mi ritrovo a parlare con un cordiale meccanico di Parma a cui, poche ore dopo, stringerò la mano.
Arrivati, la vediamo subito, parcheggiata appena fuori dall’officina: bianca, con i parafanghi neri, bordata di mandorlato, lo snorkel che fa capolino… È bella, penso. Bella davvero.
Gianluca la mostra raccontando tutto quello che sa di questa vettura: è la macchina di un amico, utilizzata prevalentemente per trainare roulotte e rimorchi d’appoggio per missioni umanitarie: “non la macchina di un’impresa edile né il capriccio di qualche giovinastro che vuol far quattro salti…”
Fuori è perfetta e immacolata, passata indenne attraverso i suoi cento quarantamila chilometri scarsi, mostra molti meno segni della mia Astra aziendale. Dentro è spartana come l’avevamo immaginata noi all’inizio, con qualche segno d’usura ma fondamentalmente intatta.
Targa di prova, chiave nel quadro, accendo. Sono seduto alto come non mai, la pedaliera è ridicolmente spostata a sinistra, la leva del cambio sembra un lungo bastone: mi sento un bimbetto che gioca a guidare la macchina di papà.
Premo e mollo la frizione durissima e la macchina parte, subito. Giù la frizione di nuovo e rimollo, ancora. Metto in folle, il meccanico sorride: mai guidata prima, ora intuisco cosa vuol dire avere tutto subito. La pedaliera è dura in maniera incredibile, cosa a cui non sono abituato: per evitare spaventi vado piano e cerco di capirla.
La posizione di guida è assurda. Mentre ci muoviamo Gianluca mi parla e mi spiega, mi guida, racconta: la macchina si mostra nelle sue parole e io piano piano comincio a prendere la mano e, soprattutto, a gestire meglio i pedali.
È assurda.
Ed è dannatamente bella!
Dietro Anna che ascolta e parla con noi, nel baule i cani, venuti anche loro per forza di cose e caricati senza problemi.
È bella.
Tra pochi giorni dovrebbe essere nostra, ma me ne sto un po’ zitto: la banca ha dato l’ok per il prestito, ma la burocrazia è una brutta bestia, specie quando hai fretta.
Aspettiamo.

E se invece fosse un usato?

Preso dalla foga, dall’entusiasmo, dal desiderio infantile di avere l’agognato “gippone”, ho commesso un “errore” molto comune di questi tempi: iscrivermi a un buon numero di forum su fuoristrada e spedizioni e, soprattutto, chiedere pareri!
Un mio docente all’università era solito dire “Non chiedete mai un parere se non volete che questo vi influenzi.”
Beh, aveva ragione.
Ero tutto contento, con i miei preventivi in mano, con la soluzione perfetta a portata di finanziamento e…
E.
E ora eccomi qui, sabato io, Anna e i galgos andiamo a Pomezia per provare un defender usato.
Chissà, forse il futuro non sarà bianco con i codolini neri.
Chissà.